Open Source e bene comune: una visione globale
Il concetto di bene comune va oltre la semplice accessibilità ai prodotti e ai servizi digitali. Si tratta di costruire un’infrastruttura aperta che promuova innovazione, trasparenza e collaborazione su scala globale. Oggi, il software libero è alla base di molti servizi digitali fondamentali, dalle reti di telecomunicazioni alle piattaforme di intelligenza artificiale, ma il suo ruolo è spesso sottovalutato rispetto ai modelli chiusi e proprietari.
Le Nazioni Unite e il Digital Public Goods (DPG) stanno lavorando per rendere il software open source un’infrastruttura essenziale per lo sviluppo sostenibile, garantendo un accesso equo a tecnologie critiche nei settori dell’istruzione, della sanità e della governance digitale. Questo impegno si concretizzerà a la prossima settimana nella UN Open Source Week a New York, un evento chiave per promuovere l’open source come strumento strategico per lo sviluppo globale. Ho partecipato all’evento dello scorso anno presso il quartier generale dell’ONU e posso dire che è stata un’esperienza significativa, che ha evidenziato il crescente riconoscimento del software libero a livello internazionale.
Parallelamente, il movimento delle B-Corp, che promuove modelli di impresa orientati non solo al profitto ma anche al bene comune, considera l’open source un riferimento essenziale per un’economia più equa e partecipativa. Questo approccio dimostra che innovazione e crescita economica possono coesistere con valori di apertura, condivisione e inclusività. Per questo motivo in Seacom ci siamo dati l’obiettivo di ottenere la certificazione B-Corp questo anno.