Natural Language Processing, Machine Learning e Intelligenza Artificiale
Tra chi non è esperto del settore, o comunque inizia ad approcciarsi alla materia, spesso si tende ad associare i concetti di elaborazione del linguaggio e apprendimento automatico. Questo accade perché oggi la correlazione è effettivamente molto stretta, ma andiamo per gradi.
L’NLP nasce ben prima dell’introduzione degli algoritmi di machine learning. Negli anni ’80 vengono infatti condotti i primi test, che si basavano essenzialmente sul fornire alla macchina un set di istruzioni e regole, un vocabolario da utilizzare come strumento di confronto per i dati in input. Risultati estremamente positivi sono stati ottenuti in una prima fase, ma ben presto i ricercatori si sono accorti che la complessità del linguaggio naturale è decisamente troppo estesa per essere codificata attraverso un “semplice vocabolario”. Per dirla in altro modo, è praticamente impossibile realizzare una grammatica che copra interamente tutte le regole, i contesti e le ambiguità del linguaggio parlato.
Gli sviluppi nell’epoca contemporanea
Negli anni successivi vengono quindi in aiuto altri campi di studio, appunto quelli del machine learning e una sua diretta derivazione, l’intelligenza artificiale.
Queste due tecnologie hanno infatti permesso di affrontare la materia dell’elaborazione del linguaggio attraverso un nuovo approccio, basato sui seguenti elementi.
- Riconoscimento di regole partendo da un set di dati. Gli algoritmi di apprendimento automatico utilizzano metodi statistici, imparano ad eseguire compiti in base ai dati di addestramento che gli vengono forniti, e regolano i loro metodi quando vengono elaborati più dati.
- Inserimento di questi dati in reti neurali, in grado di riprodurre i meccanismi di apprendimento del cervello umano. Il deep learning rappresenta lo stadio più avanzato della disciplina, e rappresenta l’approccio maggiormente adottato per affrontare problematiche relative all’elaborazione e comprensione del linguaggio naturale.